Il Salto Ángel cade dal bordo di questa montagna. Arrivare all’altopiano significa tre giorni di salita per terrazze, una parete che si supera con le mani e su corde fisse, e poi un labirinto di arenaria nera in cui le distanze smettono di avere senso. Squadre, portage, cucina e allestimento sono nostri.
Giorno per giorno
Giorno 1 — Da Uruyén a Guayaraca
Volo charter di andata e quattro o cinque ore di savana fino alla prima terrazza, sui 1.100 m.
Giorno 2 — Da Guayaraca a El Peñón
Cinque-sette ore di salita continua fra foresta a galleria e foresta nuvolosa, fino al campo sotto il monolito.
Giorno 3 — Da El Peñón all’altopiano
La giornata più dura: foresta di radici quasi verticale, camini e brevi tratti su corda fissa nella parete del Peñón del Oso.
Giorno 4 — Traversata dell’altopiano
Attraversamento fra arenaria nera e flora endemica fino al campamento El Libertador, il campo più alto.
Giorno 5 — Giornata di cima
Giornata intera sull’altopiano: le sorgenti del Churún e il bordo sopra il salto che diventa il Salto Ángel.
Giorno 6 — Discesa a Guayaraca
Giù per la parete e le terrazze, circa sette ore.
Giorno 7 — Da Guayaraca a Uruyén
L’ultimo tratto di savana, il canyon di Kavac se resta tempo, e volo di uscita.
Su misura
Si aggiunge una giornata sull’altopiano, si esce da Kavac e Canaima, oppure si porta in elicottero una parte del gruppo a incontrare i camminatori in cima.



